• Venezia_biennale
  • IMG_7415
  • IMG_7419
  • IMG_7432
  • IMG_7440
  • IMG_7444
  • IMG_7447
  • IMG_7451
  • IMG_7454
  • IMG_7463
  • IMG_7485
  • IMG_7486
  • IMG_7494
  • IMG_7502
  • IMG_7503
  • IMG_7505
  • IMG_7528
  • IMG_7530
  • venezia_italia
  • IMG_7535
  • IMG_7540
  • IMG_7545
  • IMG_7547
  • IMG_7569
  • IMG_7575
  • IMG_7576
  • IMG_7581
  • IMG_7589
  • IMG_7598
  • IMG_7608
  • IMG_7624
  • IMG_7650
  • IMG_7651
  • IMG_7671
  • IMG_7672
  • IMG_7674
  • IMG_7689
  • IMG_7447
  • IMG_7520
  • IMG_7431

Venezia, cosa ci è piaciuto della Biennale

di Samantha Lamonaca

ph Alessandro Nicosia

Venezia non ha bisogno di tante presentazioni, è affascinante e sa di esserlo; è sicura di sé e i turisti lo sanno; è bella ed elegante e quando cala la sera non puoi toglierle gli occhi di dosso. Venezia è in tanti film, si parla di lei, si sogna, si critica, e talvolta finisce anche al telegiornale. Come abbiamo detto non ha bisogno di tante presentazioni, ma di tips veneziani sì. Ci siamo stati con la scusa della Biennale d’Arte 2015, e abbiamo raccolto delle dritte che potrebbero tornarvi utili se decidete di andare nella città incantata.

Facile da raggiungere è ben collegata con quasi tutta Italia. Da Milano saliamo su un Frecciabianca che se lo prenotate 15 giorni prima trovate l’offerta Speciale 2×1: si parte sempre di sabato e si viaggia in due pagando un solo biglietto. Provato e approvato. Con due ore e quaranta minuti siete in un mondo parallelo, dove le macchine e lo smog sono solo un lontanissimo ricordo.

Una volta arrivati capiamo che c’è chi sceglie una camera con vista sul canale, e chi su un museo veneziano ora sede del ‘700. La nostra scelta, che rientra nella seconda categoria, ci ha fatto dormire in un piccolo e modesto bed&breakfast nel sestiere di Dorsoduro. Il B&B Leonardo si trova nel centro storico, in prossimità del Museo Cà Rezzonico. Ha una posizione strategica che lo rende il posto ideale dove alloggiare per visitare comodamente tutti gli altri sestieri. Il signor Leonardo, il proprietario, farà di tutto per farvi sentire come a casa.

Ma iniziamo il nostro viaggio e partiamo dalla Biennale d’Arte. Arrivata alla 56esima edizione è uno degli eventi più importanti per il mondo artistico internazionale si divide tra i Giardini della Biennale e l’Arsenale. L’edizione di quest’anno All the World’s Futures è stata curata dal critico d’arte e scrittore nigeriano Okwui Enwezor. L’intento è quello di formare un percorso espositivo che si articola tra gli artisti di tutto il mondo. Noi il percorso l’abbiamo fatto, ma ci siamo dedicati solo ai Giardini, lasciando l’Arsenale per un secondo round. La prima sensazione è stata quella che l’arte riesce ad avvicinare tutti. Ma proprio tutti tutti. Curiosi, esperti, giovani e gente di una certa età con in testa un unico interrogativo. C’è chi conosce, chi ha studiato e chi si chiede se quella che sta guardando e fotografando è davvero arte, lo scopo è stato raggiunto: tutti ne parlano e tutti vogliono dire la loro opinione. Opere, sperimentazioni, ricerche messe sotto il massimo comune denominatore di ciò che la gente pensa. Si rischia una bulimia da arte contemporanea, dove anche chi non sa esprime la propria forma d’espressione attraverso una fotografia sui social, o un messaggio da centoquaranta caratteri lanciato nel world wilde web.

Comunque, abbiamo stilato una lista dei , dei padiglioni in cui è stato bello perdersi. Interessante e bello da vedere il padiglione del Canada, che ha allestito un minimarket di quelli che vendono vini cheap, scatolame e junk food di ogni tipo, come quelli che si trovano ad ogni angolo del Quebec. Entri nella copia perfetta del market (è talmente fatto bene che all’inizio anche noi non avevamo capito che era un’installazione), e ti accorgi che le etichette di alcune scatole sono sfocate. Si mette in scena la parodia del quotidiano e dell’economia; al piano superiore un meccanismo studiato a dovere, nel quale inserire una moneta e contemplarne il percorso. Si prevede un muro di denaro, a cui anche noi abbiamo contribuito. Esilarante il padiglione della Spagna con due edicole fasulle che offrono titoli ad effetto su Berlusconi e cover di moda fake. Personalmente ci ha divertiti. Molto. Il padiglione del Venezuela invece va sul politico, donne incappucciate che ci sono sembrate più che giuste, il motto: I Give you my word. Prevalenza di giallo e ironia nel padiglione dei cugini della Gran Bretagna. Sarah Lucas ha scelto provocazioni di un tempo, con maxi sculture falliche e mezzi busti di ogni tipo. Suggestivi i padiglioni del Giappone e della Russia. Nel primo si entra in una grotta contemporanea, che ha come soffitto un intreccio di milioni di fili rossi che hanno a capo una piccola chiave, al centro della stanza una barca di legno. Caos e pace nello stesso momento. Nel secondo invece, suggestivo quanto inquietante il maxi faccione nascosto da una maschera anti-gas che ti segue con gli occhi. Non siamo esperti d’arte ma queste le sensazioni che abbiamo provato!

Il nostro viaggio continua tra esperienze culinarie e quartieri, o meglio sestieri, in cui è bello andare alla scoperta. Uno su tutti Castello, dove ogni mattina i panni stesi tra i vicoli vi lasceranno ad occhi aperti. Se guardate bene spuntano anche mercatini vintage mica male! Incantevole il sestiere di Cannaregio dove le vecchie osterie dette “bacari” sono frequentate da pochi turisti e si riesce ad assaporare una vecchia Venezia, fatta di storie, vino e personaggi. Artistico e ideale per gli aperitivi il sestiere di San Polo, ricco di botteghe artigiane ed osterie poco pretenziose dove consumare i famosi cicchetti veneziani da gustare sempre con uno spritz. Come abbiamo detto è bello perdersi, il battello concedetevelo solo se siete stanchi, è molto caro e basta munirsi di una cartina per capire che Venezia si gira a piedi più che facilmente.

Se vi fermate più del dovuto consigliamo di fare una capatina anche all’Isola di Burano, solo per rifarvi gli occhi e godere di tipiche case vivacemente colorate, cliché da non perdere. Notevoli per una merenda i tipici dolci dell’isola: i bussolà o bussolai, biscotti di frolla ad anello. Comprateli nell’unico panificio che c’è nella via che porta alla chiesa principale, al centro del paese, il vostro stomaco vi ringrazierà e anche il portafogli.

Per quanto riguarda pranzi e cene vi consigliamo:

Paradiso Perduto, per una cena a base di pesce. Locale eclettico, piatti ricchi e buoni buoni. Negli anni ’80 ha vissuto giorni d’oro, adesso, se siete fortunati propone musica dal vivo e un pizzico di follia in una Venezia vecchio stile.

Osteria Ai Artisti, per uno spriz e un apertivo con i famosi paninetti alla mortadella. Accoglienza famigliare.

Hostaria Vecio Biavarol, per un pranzo veloce ma tipico.

Harry’s Bar, anche solo per fare una foto o per sedersi al tavolo di Hemingway e lasciarsi ispirare view publisher site. Storico locale pubblico dichiarato patrimonio nazionale.

In tre giorni siamo riusciti a raccogliere questo, torniamo a casa con qualcosa in più, un cappello da gondoliere con cui abbiamo affrontato l’estate e con la voglia di tornarci.

Ancora.

Perché di Venezia non ne hai mai abbastanza.

 NB le foto di questo articolo non hanno subìto alcuna modifica per scelta degli autori

Samantha Lamonaca View more

Volevo solo fare la giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *