PUJA: CERIMONIA DI BUON AUSPICIO

Di questi tempi ognuno di noi ha bisogno di vibrazioni positive, per allontanare routine, lavoro stressante e imparare ogni tanto a fermarsi. È per questo che vi segnaliamo questo interessante evento: presso il centro Yoga Shankara a San Felice alle porte di Milano, sabato 16 giugno dalle ore 17.30 troverete cinque monaci tibetani del Monastero di Sera Jhe – India che celebreranno per tutti i partecipanti una PUJA: cerimonia tradizionale di buon auspicio.

La Puja, è una parte importante della pratica Buddhista e ha l’obiettivo di invocare l’attenzione benevola e le benedizioni dei Buddha nei confronti di tutti gli esseri, per aiutarli ad avere una vita più serena allontanando le negatività e gli ostacoli. Sono eseguite nel loro stile unico tradizionale, cantate con differenti toni ritmici e accompagnate dai suoni degli strumenti musicali rituali – la campana e il dorje, i cimbali, i damaru, le gyaling (trombe).

I cinque monaci sono altamente qualificati, hanno concluso un impegnativo programma di formazione dedicato all’apprendimento e alla pratica degli insegnamenti spirituali del Buddha basati sulla saggezza, la compassione e l’amore verso tutti gli esseri senzienti.

Si tratterranno in Italia, ospiti dello storico centro milanese GHE PEL LING, per alcuni mesi, per raccogliere fondi allo scopo di aiutare il loro Kanzen a sostenere le spese per lo studio dei giovani monaci e per la gestione e manutenzione degli edifici in cui vivono.

Questa è un’occasione speciale perché non capita tutti i giorni di avere l’opportunità di assistere ad un rituale che promuove una cultura di paceL’evento si concluderà con un apertivo offerto da Yoga Shankara.

I posti sono limitati, per partecipare è obbligatorio mandare una mail a: sitatara@libero.it

Psicopiatti: quando dietro al design si nasconde un progetto sociale

di Samantha Lamonaca

ph courtesy Shop Saman 

Shop Saman è una realtà a cui siamo particolarmente legati. Shop Saman non è un semplice negozio che vi consigliamo di andare a vedere, è molto di più. Pensate ad un concept store emozionale che dietro ad ogni oggetto di design, arte o moda proposti al cliente, nasconde una storia spesso unica. Qui, va in scena il “fatto a mano”, un handmade ricercato e d’eccellenza, che mette in circolo progetti no-profit e coinvolge tante realtà sociali. Ne parliamo oggi nel blog perché uno degli ultimi progetti seguiti dallo store, vale la pena di essere conosciuto: si tratta degli Psicopiatti! La storia dietro ad ogni pezzo è davvero interessante. Tutto nasce a NYC dove Sara Ricciardi e Wei Wei Wang, due giovani designer, si incontrano e lavorano insieme, rimanendo entrambi affascinate dall’effetto della ceramica liquida su superfici piatte. Decidono quindi di presentare un progetto all’associazione Stephanus-Werkstäten a Berlino, dove viene usato il lavoro manuale creativo per aiutare le persone disabili. Nasce così il Pancake Project. Infatti la preparazione dei piatti ricorda molto quella dei pancake. Da qui, partono workshop che hanno guidato i pazienti dell’Istituto di Igiene Mentale nel liberare la propria manualità e i loro sentimenti per arrivare alla creazione di piatti incredibili. I ragazzi sono stati stimolati alla creatività e in tutti i lavori viene fuori una personalità unica. Sarà impossibile resistere alle proposte coloratissime e al trionfo di pattern eclettici presenti in negozio.

CORTILE68: quando più creativi s’incontrano

di Samantha Lamonaca 

ph. PopCornBlogazine 

Immaginate un cortile tipo “vecchia Milano“; immaginate tre makers che sprigionano energia positiva; aggiungeteci tanta voglia di fare e un cassetto pieno di sogni: così nasce Cortile68, un laboratorio handmade dove Marta, Giulia e Lorenzo uniscono le loro idee e si fanno forza a vicenda per realizzare i propri progetti, rispettivamente A mala de cartão, Karibu Bijoux, Woollo. Siamo andati a trovarli e abbiamo passato con loro un pomeriggio, tra bicchieri d’acqua e tante chiacchiere, abbiamo capito insieme come oggi, se lo si vuole davvero, ci si reinventa.

dove vi siete conosciuti? 

Marta: Tra un #popcorngaragemarket e le Pulci Pettinate, circa un anno e mezzo fa, è stata la prima volta in cui abbiamo incrociato e condiviso le nostre esperienze.

quando avete deciso di dare vita a Cortile68 e com’è nata l’idea?

Giulia: Prima dell’estate, stanchi di lavorare in scantinati o nel salotto di casa, abbiamo pensato ad un posto nuovo e funzionale, dove poter mettere in pratica le nostre idee e staccare la spina quando serve. Tutto è nato dalla necessità di investire su quello che facciamo, per migliorarci e creare ogni giorno di più.

quanto è stato difficile iniziare?

Lorenzo: in realtà neanche troppo, nel mio caso, è successo tutto un po’ per caso e per passione. Ma anche per curiosità. Nella vita faccio il grafico ma avevo bisogno di dedicarmi a qualcosa di manuale a contatto con la materia prima. Da lì è partito tutto, se uno vuole lo fa!

come vi fate conoscere?

M: in un mondo iper-tecnlogico come quello di oggi, sfruttiamo l’onda del momento e dedichiamo una parte del nostro lavoro alla cura dei social, per “rimbalzare” in più computer, in più telefoni, in più case; ma anche tramite mercatini ed eventi vari, dove abbiamo un contatto diretto con il pubblico.

cosa vuol dire scommettere su un’idea e lanciare un proprio progetto in autonomia? 

M: vuol dire avere il coraggio di buttarsi. Mettere in conto che si può fallire ma impegnarsi per fare in modo che non succeda.

G: anche seguire i propri desideri, i propri sogni. Dopo una laurea in Scienze Politiche ho scoperto una vocazione artigiana, maturata con il tempo e con persone a me care, poi, l’impellente bisogno di creare in autonomia senza pensarci troppo.

un consiglio per chi vuole iniziare? 

L: Umiltà. Bisogna essere sempre rispettosi nei confronti di chi fa questo lavoro da una vita, e cercare di imparare dai consigli che i “più esperti” suggeriscono.

un segreto?

M: alimentare il carburante che fa andare avanti le cose, con passione e correttezza. Svegliarsi la mattina ed essere felici di poter realizzare quello che fino a ieri era solo un pensiero. Ringraziare sempre. Essere gentili.

progetti futuri?

G: questo weekend (12-13 novembre) apriremo le porte del nostro laboratorio a tutti quelli che vogliono venire a toccare con mano i nostri prodotti. Il 26 novembre saremo al Popcorn Garage Market e il 4 dicembre in collaborazione con il locale Frida di Milano, diamo vita ad un mercatino di artigiani. Nell’anno nuovo, invece, ci piacerebbe organizzare workshop con più creativi.

qualcosa da dichiarare?

L: Venite a trovarci!

 

Info: Cortile68

+2, TANTI AUGURI POPCORN GARAGE MARKET!!!

Oggi, 11 luglio 2016 il PopCorn Garage Market compie due anni!!
Due anni intensi, piene di sfide, cielo bianco e mal di pancia. Ma anche arcobaleni, cielo blu, esperienze e riconoscenze. Due anni in cui noi e voi, insieme, ci abbiamo messo la faccia. Sempre. Due anni che ci hanno regalato numerosi incontri ed infinite realtà.

Il nostro progetto è nato dal basso, senza troppe pretese. Scegliere di utilizzare luoghi di recupero urbano è stata la nostra chiave principale, che ha aperto porte a giornate diverse, in una Milano che, piano piano, vuole cambiare. Usare cuore e testa, per noi, vuol dire guardare oltre i numeri e credere nel voler creare e condividere con energia positiva. Paura e rabbia non ci competono. Questo progetto è il polmone di questo blogazine, è il respiro di chi cerca un contatto, è il cuore che mettiamo in gioco, è una nuova opportunità, è le “maniche rimboccate della camicia”, è poter collaborare con artisti emergenti e adesso anche più noti. Sono stati con noi e ci fa piacere ricordare: i Little Pony, i The Members, i Medulla, Roviemi, NoxNora Bee, Missin Red, VOID, e infine l’immensa Syria, che ha brindato alla nostra rinascita. Abbiamo portato il nostro colore nell’area dell’Ex-Macello, alla Cascina Sant’Ambrogio, nel parco del Circolo Magnolia (è stato un onore poter collaborare insieme! ndr), e oggi, ricominciamo nel cortile, da poco riqualificato, del Giardino delle Culture. Mentre ripercorriamo le esperienze, possiamo anticiparvi che la prossima data è fissata per il 24 settembre, ed insieme daremo vita ad una grande festa!

C’è posta per voi. Auguri #popcorngaragemarket

Info: info@popcornblogazine.com

I nuovi talenti della design week… #fuorisalone parte 2

di Samantha Lamonaca 

E anche questo Fuorisalone2016 è andato. La Design Week milanese è meravigliosa, personalmente sono innamorata di questa settimana in cui la città si presenta pronta, piena di stimoli e nuove idee. Milano si ritrova a lanciare sfide, senza neanche accorgersene; poi concorsi; eventi; serate all’aperto; sogni; speranze e per una volta all’anno, ma per davvero, una manifestazione è fatta dalla città per la città, aprendosi a tutti: addetti ai lavori; curiosi e famiglie. Come ci si può lamentare? Trovatemi un solo difetto. Sì, lo so che il caos non piace a nessuno ma basta sapersi organizzare, non seguire la massa, farsi guidare dalla curiosità per riscoprire una città che è sempre lì, a nostra disposizione. Ma cosa ci portiamo a casa da questi sette giorni intensi? Innanzitutto nuovi nomi:

  • Lo studio PIUARCH che ha messo in scena l’orto cinetico, ovvero un’installazione realizzata grazie all’estro dell’artista venezuelano Carlos Cruz-Diez. Essenze botaniche e giochi cromatici, rendono suggestivo un cortile sui tetti, in via Palermo, nel cuore pulsante di Brera. Studio creativo da tenere a mente.
  • L’atelier WAXMAX uno spazio intimo, aperto due giorni a settimana tutto l’anno, gestito da Elena Vida, architetto milanese di origini armene, ideatrice del progetto e responsabile dell’immagine e della comunicazione, e Andrea Folgosa, stilista catalana che vive a Milano. Qui trovate l’essenza dell’Africa nei suoi tessuti più belli e colorati, reinterpretati per dare vita a collezioni contemporanee di abiti puliti e grafici in contrapposizione con le fantasie proposte. E poi, cuscini, ombrelli, borse, porta iPad, tovaglie. Ecco un nuovo indirizzo per lo shopping!
  • La FONDAZIONE PORTALUPPI al numero 65 di Corso Magenta, dove è stato possibile visitare l’appartamento di Piero Portaluppi, architetto milanese da cui prendere ispirazione, per poi immergersi nel gioiello della zona: la Vigna di Leonardo, aperta al pubblico tutto l’anno ma con un ingresso a pagamento. Se non avete fatto in tempo durante il Fuorisalone, ne vale sicuramente la pena. Da non perdere in una domenica di primavera.
  • La bellezza di PALAZZO LITTA e la mostra Belgian Matters, dove tredici designer sono stati chiamati per realizzare prototipi e prodotti fuori dagli schemi. Ci hanno ispirato, quindi ci sono riusciti!
  • Le CASALINGHE DI TOKYO collettivo guidato da Alice Schillaci, classe 1988, che per lavoro fa la fotografa di moda. Nel suo progetto l’unico scopo è trovare la bellezza negli oggetti di uso quotidiano. Quest’anno per la design week ha presentato Trame Italiane nell’eclettico spazio di Wait and See, un’edizione limitata di venti piccole tovagliette americane interamente ricamate a mano, raffiguranti le illustrazioni di Arianna Vairo liberamente ispirate alle favole di Italo Calvino.
  • PALOROSA  brand appena nato, dall’idea della designer Cecilia Pirani, che promuovere la manodopera e l’artigianalità, creando un progetto nuovo legato al Guatemala e all’America Latina con una borsa tipicamente usata dalle donne locali e ripensata per un uso contemporaneo: una tote bag da passeggio ma anche accessorio per la casa. Bellissima.
  • Le lampade di NOBEL TRUONG designer con sede a Los Angeles con cui abbiamo fatto quattro chiacchiere e abbiamo capito che la sua ispirazione è una fusione contemporanea dell’architettura Bauhaus e lo spirito Memphis. L’importante è che il risultato risponda a requisiti come leggerezza, trasparenza, bellezza del design e totale razionalità.

Il Fuorisalone è un ‘occasione rara per incontrare designer e parlarci, capire come hanno dato vita ai loro progetti, come hanno sconfitto le loro paure, per poi spiare nuove idee, buttare gli occhi nei cortili delle case milanesi, sempre chiuse e blindate, ma accoglienti e aperte per l’occasione; è l’opportunità di passeggiare con gli occhi all’insù e portarsi a casa nuovi contatti da condividere con cui far nascere nuove storie. Arrivederci Design Week, anche quest’anno ci hai regalato tanto!

Una pelle tutta nuova con i prodotti Skin Inc

di Samantha Lamonaca

Quante volte avete desiderato la vostra pozione di bellezza personalizzata? Quante volte vi siete imbattute in una crema sbagliata o troppo costosa, che poi non si è rivelata all’altezza della vostra pelle? Se fate parte di questa categoria di donne non disperate, perché nel cuore di Brera, a Milano, ha da poco aperto il concept store di Skin Inc, brand Made in Japan fondato nel 2007 da Sabrina Tan, che fa della cosmesi su misura il proprio punto di forza. Grazie ad un check sulla pelle (lo Skin Identy check) con una specialista a vostra disposizione, individuerete l’identità e tutte le esigenze specifiche di cui la vostra pelle ha bisogno. In seguito sarà possibile creare la miscela perfetta, per dare vita al siero pensato ad hoc per voi: il My Daily Dose, un mix composto da tre delle nove formule proposte, più adatto alle proprie esigenze personali. In unico gesto avrete una pelle più luminosa e dinamica. Gli ingredienti attivi incapsulati nei microgranuli, restano incontaminati fino alla stesura sulla pelle, va applicato per due volte al giorno, mattina e sera e bastano solo 3/4 gocce di prodotto. Si asciuga all’istante, è privo di parabeni e di profumo e può agire come anti-age, illuminante, idratante, lenitivo. A fare da cornice a questa beauty experience, un vero e proprio “bar”, fatto di ampolle e flaconi che ricordano l’arcobaleno, dove ordinare “cocktail” di antiossidanti, farsi coccolare, pulire e trattare il viso.

Info: Skin Inc

Metti una sera con Giovanni Raspini, i suoi gioielli e i suoi disegni

di Samantha Lamonaca

La sobrietà non è un aggettivo conosciuto in casa Raspini, ma l’eleganza e la creatività, sì, lo sono. Ieri sera siamo stati all’inaugurazione della mostra WILD: Segni e gioielli animalier. Trenta tavole esposte in una sala altrettanto elegante di Palazzo Serbelloni, a Milano, trenta tavole che esprimono in disegni e pitture le collezioni e le idee creative dell’argentiere toscano. Un libro degli schizzi, un album dove si sovrappongono idee, progetti, colori ma anche materia, fotografia e appunti. Un omaggio sincero alla libertà e all’immaginazione di Giovanni Raspini. La mostra apre oggi al pubblico, e si potrà visitare gratuitamente fino al 5 febbraio 2016. Quello che più si nota sono le riflessioni dell’artista, impresse su carta, che diventano progetti e infine gioielli. Altre volte, invece, queste riflessioni rimangono lì, come uno schizzo che testimonia un momento o un’idea. Ecco come nascono le collezioni di questo brand lussuoso con il cuore toscano ma con un’anima che, da quasi cinquant’anni, ricerca uno stile puramente personale, eccentrico e forte.

Info: Giovanni Raspini

29 gennaio – 5 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 18.00;
Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16

 

Hemingway & Co., la libreria “come una volta”

di K

Fra i grattacieli dei megastore del libro è sempre più difficile trovare la piccola libreria dove chi sta dietro al banco ti parla di libri come di persone reali e sa su quale scaffale c’è quello che fa al caso tuo, perché sa chi sei… non solo un cliente ma una persona con una storia da raccontare. Qualche mese fa, invece, per caso sono passato davanti alla vetrina dell’Hemingway & Co. di Monza. Una vetrina che era un’ode di sirene, uno scintillare di libri e di colori, curata nei minimi particolari… e con la frase “sono le cose che non sai che ti cambiano la vita” scritta a pennarello sul vetro. Ecco che mi trovavo di fronte proprio a una di quelle librerie, aperta di recente per di più, non mi restava che entrare.
All’Hemigway & Co. è stata fatta una scelta ammirevole che la rende una libreria insolita quanto preziosa, quella di esporre quasi esclusivamente case editrici indipendenti, scrittori emergenti o ignorati dalla grande distribuzione, e di escludere le case editrici che chiedono agli autori un contributo di pubblicazione (applauso grazie!)…poi quello che non c’è, come per magia appare, basta ordinarlo! I creatori di questo incanto sono Valentina Casati e Dario Lessa, (professore di lettere, scrittore, visionario, organizzatore di eventi letterari tra cui il Brianza Book Festival“) e nel Febbraio del 2015 hanno aperto l’Hemigway & Co. a Monza, al numero 8 della vivace via Bergamo, e che non vuole essere solo un negozio di libri ma anche una fucina di artisti, un punto d’incontro dove le case editrici hanno la possibilità di scoprire nuovi talenti e i nuovi talenti di misurare il loro talento. La scritta in vetrina oggi è cambiata, c’è scritto “amo chi legge e leggo chi amo” e cambierà ancora, ma Valentina e Dario sono sempre lì, con la loro contagiosa passione per i libri che si percepisce fin dai marciapiedi di fronte, e con la fierezza di chi porta avanti una professione ormai coraggiosa, una missione fra affascinanti ma freddi grattacieli.

Ernest Hemigway apprezzerebbe!

Info: Hemingway & Co.

Vi presento Thin Things Jewels

di Samantha Lamonaca

Avere a che fare con le storie degli altri non è mai facile. Molti ne sono gelosi. Poi, però, c’è sempre qualcuno di diverso, pronto ad aprire la porta e a raccontarti tutto quello che vuoi sapere. Così è successo con Margherita. Ci siamo conosciute in un dei primi PopCorn Garage Market, è stata selezionata fin da subito tra i nostri espositori. Margherita è una di quelle persone che ha capito il progetto e che continua a seguirlo, diventando, di mercatino in mercatino, una protagonista. Un giorno mi chiama e mi invita a vedere come nascono i suoi gioielli. La fortuna sta nella piccole cose. Penso.

Arrivo in anticipo al nostro appuntamento, come i bambini agitati al loro primo giorno di scuola. Sono davanti alla Scuola Orafa Ambrosiana, per l’appunto, e appena varco la porta di questo vecchio palazzo milanese, capisco di trovarmi esattamente nel cuore pulsante di tutte le idee che trovate in giro, mi trovo nel fulcro più puro della creatività. Margherita mi fa accomodare e mi spiega come nasce un’idea e poi un suo gioiello. Mi accompagna alla postazione di lavoro, s’intravedono forme abbozzate, semplici e precise: nuvole stilizzate, cerchi astratti, fantasmini, berretti… “ho preparato una mini capsule invernale, con pochi pezzi che ricordano il Natale” mi dice. Poi mi spiega la differenza tra i metalli; tutti i carati dell’oro; perché fino adesso ha lavorato con l’argento; e come l’ottone inganna la vista. Le sto facendo troppe domande, allora mi mostra come una volta scelto il metallo da lavorare, si riesce a dare vita a fili più o meno sottili che poi diventeranno le forme citate sopra o anche anelli eleganti o catenine da regalare. Margherita ha un’anima grafica, e questo si nota in tutto quello che fa. Tiene molto ai dettagli, fa parte della scuola di pensiero “less is more” e alla gente piace. L’ultima idea, mi racconta, è quella di essere riuscita a realizzare quattro pezzi ultra sottili in oro 9kt, un’altra mini capsule collection decisamente più alla moda. Una catenina, degli orecchini, un anello e un bracciale, con un massimo comune denominatore: una cerchio vuoto con incastonata una mini perla. Gioielli quasi invisibili, ma talmente seducenti che per gli amanti del genere è impossibile resistere. Le chiedo quali sono i suoi progetti futuri: “per ora vivo alla giornata, due anni fa credevo di passare il resto della mia vita a fare la grafica e invece oggi sono qui, ho completato gli studi della Scuola Orafa e ho dato vita ad un progetto che avevo nel cuore; è tutto così veloce e non me la sento di fare programmi”. Non insisto, avrai però un desiderio futuro? Alla parola desiderio non sa resistere, come ai veri artisti le si illuminano gli occhi (che detto tra noi, tra progetto e desiderio, il significato può non essere così diverso ndr) “vorrei riuscire a lavorare solo con l’oro, senza dimenticare il primo amore per l’argento, ma sogno collezioni sempre più preziose”.

Te lo auguriamo Margherita.

Info: Thin Things