• popcornblogazine
  • recycling boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards
  • recycling_boards

Recycling Boards: dagli skate usati al design

Il destino fa fuoco con la legna che c'è. Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

di Samantha Lamonaca 

ph Alessandro Nicosia 

Credere nei nuovi talenti, per noi, vuol dire tutto. Per farlo servono passione, occhio lungo, mente aperta e appeal alla Pippo Baudo (questa non è così sottile ndr). Credere nei nuovi talenti è dare un’opportunità a chi fa cose e le fa bene. Le “nostre” scoperte finiscono spesso e volentieri al #popcorngaragemarket ed è la parte che ci piace di più. Ma ve l’avevamo già detto, vero?! Allora immaginate tre amici, d’infanzia, immaginate che la somma della loro età è uguale ad un uomo che spera di avvicinarsi alla pensione, ed immaginate tante idee messe assieme che arrivano inaspettatamente ad un risultato concreto. I soggetti in questione si chiamano: Marco, Alessio e Riccardo aka Recycling Boards. La loro idea è quella di ridurre al minimo gli sprechi e rimettere a nuovo skateboards usurati, allungandone la vita; quando invece questo non è possibile, trasformare le tavole in opere artistiche e oggetti di design. La materia prima è il legno, declinato in ogni sua forma, scomposto, lavorato e riproposto come massima espressione della creatività.

quando avete iniziato?

R: una vita fa, andavamo a scuola e non avevamo troppi soldi da spendere per comprare tavole nuove su cui skateare, poi nel 2013 abbiamo deciso di provarci davvero.

le tavole sono care?

A: le tavole costavano e costano troppo. Un ragazzino di 15 anni per mantenersene una, deve per forza contare sull’aiuto dei genitori. Le nostre famiglie, grandi sostenitrici, preferivano vederci sui libri che su una tavola di legno al parchetto.

avete unito presto l’utile al dilettevole…

M: sì, quando non si hanno i mezzi ma vuoi fare una cosa, ci si inventa di tutto. Abbiamo iniziato in casa, un po’ per gioco e un po’ per necessità, appunto. Usciti da scuola l’appuntamento era nelle nostre cucine, salotti o garage e con gli attrezzi presi in prestito da nonni e padri, provavamo a mettere mano su ciò che ci affascinava ed incuriosiva di più.

dalla cantina al laboratorio, il passo è stato breve?

A: no, tutt’altro! Ci sono voluti due anni, intensi, ed infinite ricerche. Poi, la fortuna: aver ereditato un laboratorio dove far diventare reali le nostre idee e dividerci, in modo equo, tutti i compiti.

chi fa cosa?

R: bisogna tenere a mente che il lavoro parte sempre dalle tavole distrutte. La gente che non se ne intende se ne dimentica. Le tavole sono incollate su sette strati e il legno, in questo stato, è molto difficile da lavorare, quindi comunque ci aiutiamo a vicenda. Sempre. Tutti fanno tutto. Ma se vogliamo darci una “definizione”, Marco è l’esperto dei bijoux, e della precisione; Alessio della praticità, poche storie e molto lavoro; io, invece, cerco di curare l’immagine e la comunicazione.

come vi fate conoscere?

M: indubbiamente i social ci danno una mano a 360 gradi. Poi ci piace partecipare ai mercatini dove abbiamo un riscontro immediato con il cliente. A volte presenziamo ad eventi di settore, ma giochiamo in casa.

un ricordo?

R: ne abbiamo tanti, nel 2015 abbiamo partecipato a Fa’ la cosa giusta, ci siamo letteralmente buttati e questo ci è servito per crescere, ma col senno di poi l’investimento è stato grande, difficile da recuperare per piccoli artigiani come noi.

progetti futuri?

A: nuove collaborazioni, ma non possiamo dirvi di più.

scaramantici?

M: no, ma ci teniamo a svelarci poco alla volta. La strada è ancora molto lunga.

cosa consigliate a chi vuole iniziare un progetto in autonomia?

A: di crederci sempre, sembrerà banale ma è così. Volere è potere!

qualcosa da dichiarare?

M: un aiuto reale dalle istituzioni, per tutti i giovani che si impegnano su progetti sostenibili. Vorremmo essere più agevolati socialmente.

 

Info: Recycling Boards

Samantha Lamonaca View more

Volevo solo fare la giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *