Weekend in Liguria: dove andare per staccare davvero la spina!

di Samantha Lamonaca

ph. (con il cellulare) Alessandro Nicosia

si ringrazia per la piacevole partecipazione Ludovica Basso 

La Liguria è meta del primo sole, è appuntamento di ritrovo tra torinesi, milanesi, emiliani e molti altri ancora. Si divide tra bellezze antropiche e naturali, tra le quali spiccano: la Riviera dei Fiori, a ponente; e Portofino, le Cinque Terre, e Porto Venere, a levante. Per la nostra prima prova costume (superata, ci sta! ndr) siamo stati in quella piccola parte della Riviera dei Fiori dove il tempo sembra essersi fermato, per questo è tutto così bellissimo.

DORMIRE/ COLAZIONE/ COME MUOVERSI

Scegliere un’alloggio lontano dal volgare chiasso del più comune lungomare ci è sembrato cosa buona e giusta, ed è così che siamo finiti nel famosissimo ART B&B A Crêuza di Ludovica aka Clorophilla. Immaginate di trovarvi nel bel mezzo di un borgo antico, a pochi km dal mare, in un paesino di nome Verezzi, composto da quattro borgate e tante vecchie casine di pietra. Tra queste, l’occhio vuole la sua parte e cade sulla Stanza Azzurra, nella borgata Crêuza, situata all’interno di un’antica casa tipicamente ligure, dove un tempo veniva prodotto l’olio d’oliva e dove oggi, dopo accurati restauri, ha riacquistato il suo fascino. Qui potete dormire nella stanza delle sorprese, ogni creazione ed oggetto presenti sono in vendita. Le idee di Ludovica prendono vita, con il loro estro e spirito eclettico vi aprono la porta e vi accompagnano a dimenticarvi di tutto il resto. La stanza, con ingresso indipendente, è dotata di tutti i comfort e c’è pure un cortiletto privato immerso nel bosco. Da qui si vede il mare. Goderecce, meritano una nota, le colazioni offerte dalla padrona di casa, da consumare preferibilmente sul terrazzo comune. Ludovica prende gli ospiti per la gola, preparando muffin deliziosi, marmellate allo zenzero e frutta locale. Fa venire l’acquolina in bocca con la tipica focaccia ligure appena sfornata e ti fa divertire nella creazione del tè-personalizzato; offrendoti miscele dai sapori lontani tamiflu generic. Metteteci una vista mozzafiato; quattro chiacchiere per conoscersi meglio e Milano, ahimè, è già nel dimenticatoio. Il bello di questa sistemazione è avere la possibilità di trascorrere momenti tranquilli, in totale sintonia con la natura, alla scoperta di vecchie tradizioni ma allo stesso tempo con la possibilità di poter praticare diverse tipologie di sport come l’arrampicata; trekking; MBT. Al mare ci potete arrivare a piedi (20 minuti), ma solo se siete sportivi, perché la discesa è piacevole ma la salita un po’ meno. Per questo hanno inventato i motorini (10 minuti), il nostro consiglio è di affittarne uno. Come ben sapete il parcheggio e le spiagge della Liguria non vanno d’accordo, chi ha voglia di sprecare tempo e denaro alla ricerca di un posto macchina? L’ideale è quindi il noleggio per raggiungere le mete più vicine: Pietra Ligure, Borgio Verezzi, Varigotti, Noli. Il più economico che abbiamo trovato è Finale Rent, i ragazzi ve lo consegnano a domicilio, ovunque voi siate (prezzo medio al giorno 40/50 euro per  due persone, meno di una multa in divieto di sosta).

MANGIARE/ MERENDA/ APERITIVO/ SHOPPING 

5 minuti a piedi > Verezzi. Se volete spostarvi a piedi, dal b&b, avete una sola possibilità: scendere verso la piazza principale, che collega le quattro borgate. Qui, a vostro piacimento, trovate due bar; quattro ristoranti con terrazza per cene romantiche; un negozio di prodotti tipici e due di abbigliamento. L’accoglienza è strepitosa. Credo che la maggior parte delle località marittime dovrebbero prendere esempio. La cortesia e la disponibilità verso il turista sono così sentite che fai subito parte di questa grande famiglia. Se vi capitate una volta, volete tornarci.

10 minuti di macchina/motorino > Finalborgo. Merita una visita, è uno dei borghi Liguri più belli d’Italia. Arroccato tra mura medievali è un intreccio di negozietti tipici, gente allegra, tabacchi vintage, turisti sportivi, bar eclettici, ristoranti colorati e negozi di antiquariato. Interessante il mercatino delle cose vecchie e degli antichi mestieri, che si svolge ogni primo weekend del mese tra le vie del borgo. Sui banchi cianfrusaglie di ogni tipo, per sognatori e gente che si perde nei dettagli. Il gelato si prende al Bar Centrale, da provare Il gusto “paciugo“. L’aperitivo si fa davanti alla chiesa, sembra assurdo ma fanno un Pimm’s buonissimo. Da qui, consigliamo di proseguire a piedi (1km) fino a  > Finale Ligure. Per la cena sconsigliati i ristoranti sul lungomare, troppo commerciali e cari. Interessanti quelli situati più all’interno, nascosti tra i vicoli come il ristorante Cercavo Giobatta specializzato nel preparare prelibatezze di pesce cucinate al momento. Unico neo, non accettano bancomat o carta di credito. Perché? Non si è capito.

SPIAGGE 

La più selvaggia è la Baia dei Saraceni, mare pulito e trasparente. Spiaggia libera, 5 minuti a piedi dal primo panificio di Varigotti. Consigliato il pranzo al sacco e la crema solare, magari anche un cappello di paglia. Le più comode scorrono lungo tutta la costa di Varigotti, Finale, fino a Borgio dove si alternano bagni attrezzati a zone libere. Ideali per famiglie, o per chi vuole tutto a portata di mano. Poco più in là, tornando verso Noli, tra un enorme faraglione di pietra chiara e il blu del mare, c’è la spiaggia del Malpasso, dove però si paga un ingresso per tutta la giornata. Se ci capitate, fermatevi fino al tramonto, quando il sole colora di rosa le rocce dietro di voi e il mare diventa argento.

Quanto è bella l’estate?

Info: Art b&b A Creuza

Finalborgo

Finale Ligure

Per tutte le nostre dritte sui luoghi da scoprire e le spiagge più belle d’Italia, seguiteci su instagram all’hashtag #popcorngoesaround

 

 

Bellagio, sul Lago di Como

di Samantha Lamonaca 

ph. Alessandro Nicosia

Bellagio è un piccolo comune della provincia di Como, è famoso per la sua pittoresca posizione proprio sulla ramificazione del Lago con le Alpi ben visibili a nord. Dista poco più di un’oretta da Milano ed è una destinazione molto romantica se desiderate concedervi una fuga e staccare la spina dalla città. Abbiamo soggiornato al Borgo le Terrazze, un resort che gode di una vista mozzafiato, camere stupende e personale con cortesia d’altri tempi; unica pecca, se proprio la vogliamo trovare, la colazione: ha un costo extra un po’ elevato, questo ci ha spinti a farla direttamente in paese, al bar Sanremo, proprio in riva al Lago. Dopo caffè e cappuccino è il momento giusto per esplorare scalinate e vicoli che caratterizzano questa località, che si presenta bella, perché rimasta semplice e intatta. Verso ora di pranzo il lungolago si popola e i bar anche, i negozietti aspettano i turisti ed è questo il momento per godersi la Torre delle Arti, qui ogni settimana mostre ed esibizioni, spesso ad ingresso gratuito. “I cent’anni di storia della Vela Lariana” ci ha accolti in un percorso espositivo composto da fotografie antiche, manifesti vintage e modellini di barche a vela; se non volete perdervi i prossimi eventi vi consigliamo di consultare qui e non ve ne sfuggirà una. Se invece siete più avventurieri potete scegliere se saltare sul primo traghetto e immergervi in un tour naturale oppure fare lunghe e tranquille passeggiate nei Giardini di Villa Melzi o, ma solo per professionisti, salire fino al santuario della Madonna del Ghisallo (raggiungibile anche in macchina o moto) all’interno troverete veri cimeli storici del ciclismo. Per cena vi consigliamo il ristorante Bilacus, scegliete un tavolo sotto il pergolato di gelsomini, l’atmosfera è bellissima. Non spaventatevi quando aprirete la carta dei vini, andate direttamente alle ultime pagine in modo da scegliere la bottiglia più adatta a voi e al vostro portafogli. In cucina la tradizione italiana con piatti semplici e gustosi. Non ci resta che fare cin cin!

Info: Bellagio

Borgo le Terrazze (se volete soggiornare qui, abbiamo per voi una piccola sorpresa: mandate una mail a info@borgoleterrazze.com chiedete della Suite 33 e comunicate il vostro codice sconto “FIDELITY CODE REP16“! Vi verrà applicato un saldo sulla camera. ATTENZIONE: il codice è valido una sola volta).

 

Un pomeriggio nell’atelier elbano di Michele Chiocciolini

di Samantha Lamonaca

Ph Alessandro Nicosia

…e se vi capita un pomeriggio di pioggia, voi, che fate?

La mia idea è quella di perdersi tra i vicoli e i negozietti del paese che ci ha adottati per la vacanza, assorbire il profumo delle nuvole che sbatte su quello del mare, ascoltare il rumore delle infradito bagnate di chi cerca un riparo, farsi abbracciare dal vento che dà tregua a giorni assolati e afosi e poi prendersi il lusso del tempo. Chiedere permesso nelle storie degli altri, nelle loro fantasie, nei loro pensieri. Questo è capitato nell’atelier elbano di Michele Chiocciolini. Siamo a Marciana Marina, fulcro indiscusso del nostro animo gipsy. Nell’unica piazza, quella della Chiesa, c’è una vetrina che non passa di certo inosservata, due porte in vetro si aprono sulla Casa del Pescatore e sull’animo di un giovane designer con la matita sempre in tasca, ben felice di raccontarci come è arrivato fin qui. L’avventura prende piega anni prima, sui libri di scuola, disegnini e scarabocchi che la Divina Commedia diventa un scrapbook, poi una laurea in architettura, tanti pomeriggi passati tra stoffe e bottoni nell’attività della nonna, sarta. Un percorso riassunto in poche parole significative ma che nasconde anni di domande, prove e ricerca. Fino ad uno piccolo spazio personale, in via del Fico a Firenze, e poi un salto qui, all’Elba nel posto più bello del mondo (eh scusate, ve l’ho detto prima che è il fulcro…ndr). Michele passa l’estate a curare ogni dettaglio del suo atelier, sfida cominciata nel 2014 in un momento non certo facile, che ha portato con sé una ventata di novità e modernità. Va ad aggiungersi alla lista di tutti quei negozietti, ormai storici, che fanno di questo posto un posto speciale (per citarne alcuni Nena&Tomy, Viola Vintage, El Cayuco, Aré Aré, Cagliostro Casa). Eclettico quanto basta, surrealista ma con i piedi per terra, ci racconta di come un disegno può diventare protagonista in una collezione di moda e come una grafica rimane una grafica se non è quello a cui vuole arrivare. In vendita cianfrusaglie, gioielli anni ’50, collane afro, carta da lettere anni ’60, bicchieri vintage, shopper in plastica colorata, una collezione di abiti, camicie e gonne estive a portafoglio dal mood fresco e divertente e poi loro, le giacche da uomo più belle che io abbia mai visto, rifinite in ogni minimo dettaglio, studiate e valorizzate al massimo con stoffe etniche ma modestamente eleganti. Siete all’interno di una vera e propria fucina di idee che si elevano ad atelier creativo, studiato e vissuto con un occhio aperto sul mondo e l’altro strizzato ai sogni. Oggi, Michele, è al lavoro sulla sua linea di borse, inaugurata per la prima volta nel settembre 2015 durante la fashion week milanese. Non ci resta che aspettare e guardare quale sarà la prossima idea che toccheremo con mano, pronta a conquistare i più attenti e anche no. Bravo Michele!

Info: <a href="http://www tamiflu dosage for adults.michelechiocciolini.it” target=”_blank”>Michele Chiocciolini

Degustazione di vini al Castello di Grumello con Emozione3

di Samantha Lamonaca

ha collaborato Alessandro Nicosia

Qualche tempo fa, ci siamo regalati un cofanetto di quelli che trovate in tutte le librerie o nei negozi di elettrodomestici. Il cofanetto Cantine Aperte recita così “contiene felicità”, dunque non è stato difficile sceglierlo. Le offerte sono centinaia di degustazioni di vini abbinate a prodotti tipici e a due bottiglie di vino in omaggio, in tutta Italia e consultabili online sul sito emozione3.it. Dopo un anno, a pochi giorni della sua scadenza, abbiamo finalmente deciso di usufruirne e tra ricerche varie e ispirazione a prima vista, la scelta è ricaduta sul Castello di Grumello. Il Castello domina il borgo e i vigneti di Grumello del Monte, nel cuore della Valcalepio a meno di un’ora da Milano e a pochissimi km dal Lago d’Iseo. Da qui il panorama è molto rilassante ed è in grado di evocare atmosfere d’altri tempi. Appena arrivati ci accorgiamo che non siamo soli, ma che un gruppetto di persone ha avuto la nostra stessa idea. Per la modica cifra di 34,90 euro siamo stati trasportati nel Medioevo, con una preparata guida abbiamo visitato l’interno della torre del Castello, che tra il ‘300 e il ‘400 aveva funzione di osservatorio, difesa e ricetto della popolazione del paese, che vi poteva trovare rifugio durante scontri e guerre. Poi abbiamo ammirato la sala dei Piatti (la cucina del Castello) che è rimasta con tutti gli utensili trovati all’interno, la sala della Musica, la sala Rossa e la sala Verde, la sala del Corpo di Guardia, le prigioni e le grandi cantine dove ora maturano i vini della Tenuta. Infatti è dal 1953 che la famiglia Reschigna Kettlitz di Milano, decide di dare un nuovo impulso alla tradizione vinicola del territorio con la produzione di vini quali Valcalepio bianco e rosso DOC. E proprio questi sono stati alcuni dei vini della nostra degustazione, accompagnata da grissini e formaggio locale di capra. La degustazione è stata un po’ troppo veloce, forse andrebbe fatta un po’ più con calma, magari gustata nelle varie sale del Castello, in modo da assaporare per bene gli aromi e le differenze dei quattro vini proposti; ma non per questo poco piacevole, anzi, abbiamo apprezzato i cenni storici della guida, e la spiegazione sui vini del territorio che l’hanno accompagnata. Apprezzate anche le bottiglie di Valcalepio, una rossa e un bianca donate a fine visita. Se vi aspettate di essere abbandonati ad un tavolo a bere, non è così! Al Castello di Grumello la vostra degustazione è accompagna da un percorso definito con cura,  in due orari precisi: alle 11.00 o alle 15.00.  Noi consigliamo vivamente di andare la mattina, in modo da godervi il resto della giornata e avere la possibilità di fare un ottimo pranzo locale. Infatti, poco più su del Castello, tra i vigneti del colle, ci siamo leccati i baffi tra piatti tipici, come i casoncelli alla Bergamasca e il brasato con la polenta cucinati con amore dalla signora Emilia, proprietaria dell’azienda agricola San Pantaleone. L’azienda è composta da un modesto agriturismo e il ristorante è un rustico e colorato posticino ideale per pranzi e cene in compagnia, alla scoperta di prodotti genuini e semplici. Ottimo il vino di loro produzione, servito in bottiglie senza etichetta alla “vecchia maniera”; e più che ottimi i prezzi del menù.
La nostra esperienza è stata positiva, siamo contenti di aver scoperto un posto nuovo da tenere a mente non lontano dalle nostre caotiche e amate città.

Info: Emozione3

Castello di Grumello

Agriturismo San Pantaleone

Carpi, la terra del gusto

di Samantha Lamonaca

Carpi è una cittadina dell’Emilia Romagna in provincia di Modena; piccola e modesta. Situata a meno di due ore di macchina da Milano, gode di una vita tranquilla; immersa tra storia e tradizione. La leggenda narra che la città fu fondata dal re longobardo Astolfo nel luogo in cui venne ritrovato il suo falcone da caccia, su un albero, il carpino, che dà il nome alla città. Superate le guerre, a Carpi si concentra un’intensa attività artigianale ed industriale, legata inizialmente all’agricoltura e alla lavorazione del truciolo, poi, a partire dagli anni ’50-’60, al settore tessile (in particolare alla lavorazione della maglieria). Il centro della città ruota intorno a piazza dei Martiri piazzale Re Astolfo. Su quest’ultima si affaccia il palazzo principale: il castello di Carpi, o palazzo dei Pio. Al suo interno oggi ci sono diversi musei, tra cui quello dei ragazzi e il museo della città. Da sapere: la piazza dei Martiri è la terza piazza più grande d’Italia. Una passeggiata sotto i portici è davvero un buon modo per esplorare la città. Se capitate da queste parti non potete non concedervi una cena tipica da Moreno al ristorante “Il Carducci” un posto a conduzione famigliare, dove oltre ai rinomati vini, potrete gustare il famoso “gnocco fritto” con i salumi locali e un caldo e saporito piatto di “passatelli in brodo”, la pasta fresca all’uovo tipica di queste zone. Se invece volete qualcosa di più sofisticato ma non per questo meno gustoso, c’è La Bottiglieria, qui piatti curati nei minimi particolari, pesce buonissimo, pane e pasta fatti in casa e particolare attenzione ai cibi di stagione, da provare la tagliata di tonno in crosta di sesamo e zenzero e le orecchiette piccanti, con cime di rapa e cozze; un’esperienza gastronomica unica. Per l’aperitivo avete tre scelte: al Cicchetto, locale ricavato da un ex macelleria, aperto da poco meno di un anno da giovani ragazzi che hanno inseguito i loro sogni, ottima e ricercata la lunga lista dei vini; al 39 a pochi passi dal primo citato, buona musica e ricco buffet; e al bar Tazza d’Oro, per fare due chiacchiere con gli abitanti del luogo e godersi il classico aperitivo all’italiana, senza troppi fronzoli. Se avete voglia di shopping vi segnaliamo il negozio di Alessia, Cirkus Carpi, un concentrato di vintage e avanguardia studiata, che presto seguirà un nuovo progetto: una trasformazione più completa di quello che è stato fino ad oggi. Se siete curiosi e volete rimanere aggiornati seguitela sulla sua pagina Facebook; altrettanto interessante il negozio Dejavù con un’ampia selezione di marchi streetwear e qualche nome nuovo, tra cui Sand, un brand emergente che vi consigliamo di guardare! Se vi piace la tranquillità e avete voglia di serate gustose, Capri sarà felice di accogliervi.

Info: Carpidiem

Quando arte e natura fanno l’amore nasce la Cattedrale Vegetale

di Samantha Lamonaca

ph Alessandro Nicosia

In pochi ne sono a conoscenza, altri se ne innamorano, altri ancora non sanno che pensare. Restarne indifferenti, è impossibile. In provincia di Oltre il Colle (BG) sorge la prima Cattedrale Vegetale, ovvero, una cattedrale verde, naturale, viva. Un’opera realizzata dall’artista Giuliano Mauri, ideata e progettata tra il 2008 e il 2009. Una maestosa architettura in continua evoluzione si fa spazio a 1345 metri di altezza, sul Monte Arera, nel bel mezzo del Parco delle Orobie Bergamasche. La Cattedrale composta da cinque navate che raggiungono i 15 mt, è stata costruita secondo l’antica arte dell’intreccio, che prevede l’uso di legno flessibile, picchetti, chiodi e corde. Tutti materiali utilizzati secondo le libere e articolate manipolazioni creative dei tempi passati, nel rispetto del ciclo naturale. Il progetto si propone di rilanciare e di valorizzare la ricchezza e l’unicità delle specie vegetali alpine che crescono nel Parco. Questo posto meraviglioso si raggiunge a piedi, in circa 20/30 minuti di salite. L’aria è frizzantina, i polmoni ringraziano, lo smog te lo sei dimenticato e il panorama è mozzafiato. Davvero. Se sei fortunato, poi, si riescono a sentire i versi delle aquile che volano alte, sulla vostra testa; e se c’è un leggero venticello, si può godere del profumo dei fiori di montagna. Una volta che ve la trovate davanti agli occhi è difficile voler andare via. Prevale un piacevole silenzio che fa di questo posto un posto di riflessione e di incontro, ma anche un luogo di altre discipline artistiche, dove arte e natura si baciano e dove ogni passante può catturarne l’energia. Per i più coraggiosi, il percorso si estende fino ai 200o metri di altezza, così da giungere al Rifugio Capanna. Lassù vi aspetta un bar, un ristorante e una modesta pensione. Dev’essere bellissimo, ma non abbiamo proseguito. Una volta tornati giù, però, ci siamo concessi una cena e un soggiorno a Zambla Alta, al Bed & Breakfast La Teresa, circondati dalle famose Quattro Cime delle Prelalpi Orobie, e dalla natura. Questa, è la gita perfetta se volete fare del bene alla vostra anima e alla vostra mente.

Info: Cattedrale Vegetale

Venezia, cosa ci è piaciuto della Biennale

di Samantha Lamonaca

ph Alessandro Nicosia

Venezia non ha bisogno di tante presentazioni, è affascinante e sa di esserlo; è sicura di sé e i turisti lo sanno; è bella ed elegante e quando cala la sera non puoi toglierle gli occhi di dosso. Venezia è in tanti film, si parla di lei, si sogna, si critica, e talvolta finisce anche al telegiornale. Come abbiamo detto non ha bisogno di tante presentazioni, ma di tips veneziani sì. Ci siamo stati con la scusa della Biennale d’Arte 2015, e abbiamo raccolto delle dritte che potrebbero tornarvi utili se decidete di andare nella città incantata.

Facile da raggiungere è ben collegata con quasi tutta Italia. Da Milano saliamo su un Frecciabianca che se lo prenotate 15 giorni prima trovate l’offerta Speciale 2×1: si parte sempre di sabato e si viaggia in due pagando un solo biglietto. Provato e approvato. Con due ore e quaranta minuti siete in un mondo parallelo, dove le macchine e lo smog sono solo un lontanissimo ricordo.

Una volta arrivati capiamo che c’è chi sceglie una camera con vista sul canale, e chi su un museo veneziano ora sede del ‘700. La nostra scelta, che rientra nella seconda categoria, ci ha fatto dormire in un piccolo e modesto bed&breakfast nel sestiere di Dorsoduro. Il B&B Leonardo si trova nel centro storico, in prossimità del Museo Cà Rezzonico. Ha una posizione strategica che lo rende il posto ideale dove alloggiare per visitare comodamente tutti gli altri sestieri. Il signor Leonardo, il proprietario, farà di tutto per farvi sentire come a casa.

Ma iniziamo il nostro viaggio e partiamo dalla Biennale d’Arte. Arrivata alla 56esima edizione è uno degli eventi più importanti per il mondo artistico internazionale si divide tra i Giardini della Biennale e l’Arsenale. L’edizione di quest’anno All the World’s Futures è stata curata dal critico d’arte e scrittore nigeriano Okwui Enwezor. L’intento è quello di formare un percorso espositivo che si articola tra gli artisti di tutto il mondo. Noi il percorso l’abbiamo fatto, ma ci siamo dedicati solo ai Giardini, lasciando l’Arsenale per un secondo round. La prima sensazione è stata quella che l’arte riesce ad avvicinare tutti. Ma proprio tutti tutti. Curiosi, esperti, giovani e gente di una certa età con in testa un unico interrogativo. C’è chi conosce, chi ha studiato e chi si chiede se quella che sta guardando e fotografando è davvero arte, lo scopo è stato raggiunto: tutti ne parlano e tutti vogliono dire la loro opinione. Opere, sperimentazioni, ricerche messe sotto il massimo comune denominatore di ciò che la gente pensa. Si rischia una bulimia da arte contemporanea, dove anche chi non sa esprime la propria forma d’espressione attraverso una fotografia sui social, o un messaggio da centoquaranta caratteri lanciato nel world wilde web.

Comunque, abbiamo stilato una lista dei , dei padiglioni in cui è stato bello perdersi. Interessante e bello da vedere il padiglione del Canada, che ha allestito un minimarket di quelli che vendono vini cheap, scatolame e junk food di ogni tipo, come quelli che si trovano ad ogni angolo del Quebec. Entri nella copia perfetta del market (è talmente fatto bene che all’inizio anche noi non avevamo capito che era un’installazione), e ti accorgi che le etichette di alcune scatole sono sfocate. Si mette in scena la parodia del quotidiano e dell’economia; al piano superiore un meccanismo studiato a dovere, nel quale inserire una moneta e contemplarne il percorso. Si prevede un muro di denaro, a cui anche noi abbiamo contribuito. Esilarante il padiglione della Spagna con due edicole fasulle che offrono titoli ad effetto su Berlusconi e cover di moda fake. Personalmente ci ha divertiti. Molto. Il padiglione del Venezuela invece va sul politico, donne incappucciate che ci sono sembrate più che giuste, il motto: I Give you my word. Prevalenza di giallo e ironia nel padiglione dei cugini della Gran Bretagna. Sarah Lucas ha scelto provocazioni di un tempo, con maxi sculture falliche e mezzi busti di ogni tipo. Suggestivi i padiglioni del Giappone e della Russia. Nel primo si entra in una grotta contemporanea, che ha come soffitto un intreccio di milioni di fili rossi che hanno a capo una piccola chiave, al centro della stanza una barca di legno. Caos e pace nello stesso momento. Nel secondo invece, suggestivo quanto inquietante il maxi faccione nascosto da una maschera anti-gas che ti segue con gli occhi. Non siamo esperti d’arte ma queste le sensazioni che abbiamo provato!

Il nostro viaggio continua tra esperienze culinarie e quartieri, o meglio sestieri, in cui è bello andare alla scoperta. Uno su tutti Castello, dove ogni mattina i panni stesi tra i vicoli vi lasceranno ad occhi aperti. Se guardate bene spuntano anche mercatini vintage mica male! Incantevole il sestiere di Cannaregio dove le vecchie osterie dette “bacari” sono frequentate da pochi turisti e si riesce ad assaporare una vecchia Venezia, fatta di storie, vino e personaggi. Artistico e ideale per gli aperitivi il sestiere di San Polo, ricco di botteghe artigiane ed osterie poco pretenziose dove consumare i famosi cicchetti veneziani da gustare sempre con uno spritz. Come abbiamo detto è bello perdersi, il battello concedetevelo solo se siete stanchi, è molto caro e basta munirsi di una cartina per capire che Venezia si gira a piedi più che facilmente.

Se vi fermate più del dovuto consigliamo di fare una capatina anche all’Isola di Burano, solo per rifarvi gli occhi e godere di tipiche case vivacemente colorate, cliché da non perdere. Notevoli per una merenda i tipici dolci dell’isola: i bussolà o bussolai, biscotti di frolla ad anello. Comprateli nell’unico panificio che c’è nella via che porta alla chiesa principale, al centro del paese, il vostro stomaco vi ringrazierà e anche il portafogli.

Per quanto riguarda pranzi e cene vi consigliamo:

Paradiso Perduto, per una cena a base di pesce. Locale eclettico, piatti ricchi e buoni buoni. Negli anni ’80 ha vissuto giorni d’oro, adesso, se siete fortunati propone musica dal vivo e un pizzico di follia in una Venezia vecchio stile.

Osteria Ai Artisti, per uno spriz e un apertivo con i famosi paninetti alla mortadella. Accoglienza famigliare.

Hostaria Vecio Biavarol, per un pranzo veloce ma tipico.

Harry’s Bar, anche solo per fare una foto o per sedersi al tavolo di Hemingway e lasciarsi ispirare view publisher site. Storico locale pubblico dichiarato patrimonio nazionale.

In tre giorni siamo riusciti a raccogliere questo, torniamo a casa con qualcosa in più, un cappello da gondoliere con cui abbiamo affrontato l’estate e con la voglia di tornarci.

Ancora.

Perché di Venezia non ne hai mai abbastanza.

 NB le foto di questo articolo non hanno subìto alcuna modifica per scelta degli autori

Weekend a Noli

di Samantha Lamonaca

ha collaborato Barbara Lamonaca

Alzate la mano, se, anche voi fate parte di quel gruppo di persone che appena spunta fuori il primo raggio di sole desiderate avere nei vostri occhi solo il colore del mare. Ecco. Noi ci siamo dentro, e nel weekend del 1° giugno siamo andati a Noli per una breve gita fuori porta. In provincia di Savona, Noli, è uno dei centri di maggior interesse storico e artistico della Liguria ed è stato un importante centro marinaro ai tempi del Medioevo nel Ponente Ligure. Il nome Noli, nei documenti più antichi, deriva da neapolis cioè città nuova. Tutt’oggi è una città in miniatura, che ha tutto a portata di mano. Perfetta se volete passare un weekend romantico o con la famiglia in tutta tranquillità o ancora, se siete amanti della natura, delle cose semplici e dell’arte di mangiar bene.

Abbiamo raccolto per voi degli indirizzi da non perdere, se volete godervi due giorni come si deve.

Per un pranzo da leccarsi i baffi, vi consigliamo di cuore un chiosco sulla spiaggia: La Baracchetta con vista sul lungomare di Noli. Personale gentile e disponibile, pesce fresco, ottimi i primi. La sera, si cena a lume di candela. Se invece siete da pranzo veloce, non potete perdervi la vera focaccia ligure da Il Paradiso della Gola, da gustare sotto l’ombrellone o tra i vicoli del centro. Per la cena ci vuole un posto con cucina tipica, ottimo da Bucun dù Prève dove i cuochi fanno parte dell’Alleanza Slow Food e propongono piatti semplici ma ricercati preparati con prodotti locali dei vari presidi. Per il dessert avete due opzioni: fare la fila come a Milano da Grom, ma da <a href="https://it-it.facebook Get More Information.com/GelateriaPappus” target=”_blank”>Pappus, e vi assicuriamo che il gelato è davvero artigianale (grazie ad una nostra lettrice per la dritta!); oppure gustare i dolci tipici come i Baci di Noli e il Pan del Pescatore, ma solo dalla Pasticceria Scalvini.
Provare per credere!

L’ultimo consiglio che vi diamo, è quello di scegliervi una casetta vicino alla spiaggia e a pochi metri dal centro, in una zona tattica come la nostra, meglio se posizionata nel verde dell’omonima collina che domina il mare, sotto il castello del Monte Ursino. La notte, quando tornate a casa, fate attenzione perché in giardino ci sono anche le lucciole che brillano (solo nella calda stagione, ovvio!).

Viva l’estate. 

vs GLAMOUR ITALIA: LEFAY RESORT

Chi adora il silenzio 
è colui che punta verso l’alto
gettando con curiosità un’occhiata sull’abisso,
mentre l’aria diventa rarefatta…

Siamo, circa, a 400 mt di altitudine in una struttura eco immersa nella natura, sospesa tra le nuvole del Lago di Garda. Il Lefay Resorts & Spa è adagiato sulle colline di Gargnano, sulla sponda occidentale del lago nota anche come la Riviera dei Limoni. Si presenta ai nostri occhi, in un uggioso lunedì di ottobre, con un’eleganza senza tempo. Siamo qui per la realizzazione di un pezzo per Glamour.it e, vorrei raccontarvi cosa c’è dietro questo resort di lusso. Questo albergo è stato concepito nel rispetto dell’ambiente, sui principi dell’ecosostenibilità per i quali architettura e tecnologia sono il frutto di una perfetta integrazione con il paesaggio che li circonda. Il benessere ha un ruolo centrale in una vacanza al Lefay, che si articola su tre aree: la prima raggruppa tutte le zone interessate da piscine, saune, grotte e laghetti; la seconda è composta da una grande palestra fornita; la terza è formata da tutte le ampie aree esterne adibite ad attività sportive e a percorsi didattici dedicati al benessere e al relax.

Davvero suggestivo ed emozionante il panorama dall’infinity pool verso il lago, qui non si capisce bene dove finisce l’acqua della piscina e iniziano le nuvole del cielo. Mette allegria con il sole, ti concilia con il mondo se il tempo si dovesse presentare nuvoloso. L’effetto è quello di nuotare sospesi nell’aria, tra le nuvole. Ma Lefay non è solo Spa, è anche gourmet. La cucina del Resort ha il sapore della tradizione gastronomica italiana. Due i ristoranti: la Grande Limonaia serve un’eccellente cucina accompagnata da vini italiani e locali suggeriti da sommelier esperti; e il Bistrot La Vigna il tempio della cucina mediterranea e dei prodotti freschi dell’orto, da gustare a pranzo prima di immergersi ancora nelle vasche idromassaggio…

Nella gallery trovate le foto non ufficiali che abbiamo scattato in questo resort da sogno.

Clicca qui per leggere l’articolo ufficiale.