NAMI: il concept store emozionale

di Samantha Lamonaca 

Il #popcorngaragemarket per noi che lo organizziamo e per voi che ne fate parte, è una fucina creativa in continuo sviluppo.
Una fucina che ti riqualifica uno spazio e dove s’incontrano i sogni degli altri, le storie degli altri. Per forza, dopo, senti il bisogno di raccontarle al mondo. La nostra attenzione, per oggi, va a Stefania. Una ragazza dai capelli rosa sbiaditi, stupendi, che sa il fatto suo. Ha partecipato alla nostra rinascita, il 28 maggio, nel fantastico spazio del Giardino delle Culture e facendo quattro chiacchiere con lei abbiamo deciso di presentarvela. Siamo sicuri che presto sentirete parlare del suo concept store digitale. Un negozio online dove interessanti nomi di design, artigianato ed handmade si fondono.

se digito Nami su Google la prima cosa che salta all’occhio è “la navigatrice dei pirati, di Cappello di Paglia”. C’è una una sintonia con questo personaggio e il nome che hai scelto per il tuo progetto?
Dunque il nome è lo stesso, essendo un nome femminile giapponese, ma la scelta non proviene dal personaggio in sé, Nami in giapponese significa onda, ed è lì che mi ha colpito, è un significato dalle mille sfacettature, un onda che può essere calma o impetuosa, si infrange e poi si ritira, capace di trasportare molto lontano ciò che galleggia sulla sua superficie, un processo graduale, destinato a protrarsi nel tempo, ed è quello che spero di fare. Arrivare lontano. Lo vedo come un significato multiplo, inoltre ero alla ricerca di un nome minimale e che avesse un suono dolce ed ecco che ho scelto Nami.

come è nata l’idea?
Nasce con l’intento di creare uno store emozionale, dove design, qualità e artigianato si fondono. In particolare l’idea è nata dalla voglia di far vedere ad un pubblico ben specifico le mie ispirazioni continue, e i frutti di una ricerca costante personale. Ho visto intorno a me una forte crescita e interesse per l’handmade, per il design ricercato e per l’artigianato di qualità, quindi ho pensato di fondere tutti questi aspetti in un solo unico progetto.

l’obiettivo?
Quello di valorizzare il nostro quotidiano con piccoli dettagli che inconsciamente ci arricchiscono. Il tutto scelto con attenzione e cura per la natura che ci circonda, vedi i saponi biologici, lavorati a freddo provenienti dall’Irlanda, oppure i portafogli o pochette interamente realizzati a mano in vegan leather da non confondere con l’ecopelle, che alla fine è sempre di origine animale ma con il solo ridotto impatto ambientale. Vegan è totalmente nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Nami è per chi è alla ricerca di uno stile unico e particolare.

chi c’è dietro?
Ci sono io! Stef, fotografa, laureata in Design con mille interessi che confluiscono inconsciamente anche in questo progetto. Poi ci sono tante passioni, molteplici ispirazioni, infinita ricerca e una costante voglia di fare che mi tiene attiva e carica.

descrivici una tua giornata tipo…
Non ho esattamente una giornata tipo, sono una persona molto versatile, principalmente mi faccio trasportare da quello che sento, avendo due lavori e due progetti all’attivo, non mi annoio, ecco (ride ndr). Divido le mie giornate tra lavoro, fotografia, e l’organizzazione di mostre ed eventi culturali con il collettivo di cui faccio parte: Progetto Meteora.

quanto è importante il design e la bellezza estetica nelle tue ricerche?
Questi due aspetti sono TUTTO. L’impatto visivo e il concetto di design che sta alle spalle sono aspetti non trascurabili, il tutto ovviamente deve essere in linea con il progetto, ma scegliendo ogni cosa personalmente, appena vedo un nuovo brand che non conosco o un oggetto particolare capisco subito se può far parte di Nami. 

come ti fai conoscere?
Farsi conoscere è una strada molto lunga e tortuosa, difficile da percorrere perchè come ogni cosa ben fatta richiede costanza. Al momento cerco di farmi conoscere attraverso le varie tipologie di market, che sono le situazioni ideali dove trovi chi è sempre alla ricerca del particolare. Oltre agli infiniti mercatini a cui partecipo, tengo attivi i social principali come Facebook e Instagram. Domani si vedrà.

cosa vuol dire per una donna scommettere su un’idea e lanciare un proprio progetto in autonomia?
Vuol dire sentirsi libera da ogni costrizione e libera di lanciarsi nel vuoto, in qualcosa che non sai come andrà, l’unica cosa di cui sono certa è che sarà sicuramente un bel percorso, pieno di avventure e nuove esperienze. Avere un progetto che ti permette di confrontarti con realtà simili alla tua, con designers, con altri brand ecc. è la cosa più stimolante. Sentirsi coinvolta nelle esperienze altrui ti fa crescere e ti sprona ad andare avanti nonostante le difficoltà.

quanto ti è stato d’aiuto questo mondo digitalmente connesso?
Molto direi, essere continuamente connessi ha i suoi vantaggi, farsi conoscere e far crescere il tuo brand può essere molto più facile che senza tutti i vari social, ma ha anche i suoi contro, penso che si debba vivere il presente a pieno e con tutte le possibilità che ci vengono concesse, quindi se con il giusto utilizzo di tutti questi strumenti si possono ottenere grandi risultati, sono pronta a farmi avanti!

nomi che possiamo trovare solo da Nami?
Tilissimo; Kolor; Lee Coren; Healthy & Pretty; Yu Square; <a href="http://www tamiflu price.soniacavallini.com/”>Sonia Cavallini.

prossime collaborazioni?
Di idee ce ne sono molte, ma sono tutte da valutare proprio perchè essendo nuovo il progetto, bisogna incanalare la giusta idea nella giusta direzione, sicuramente da settembre ci sarà qualcosa di nuovo, non dico altro.

puoi dirci, almeno, quali nuovi designer che ci porterai in Italia?
Ultimamente mi sono focalizzata su un brand tedesco NICE NICE NICE, molto colorato e minimale. Producono calzini, sciarpe in puro lino e delle meravigliose spille in legno.

dove possiamo comprare i tuoi articoli?
Consiglio sempre di venirmi a trovare nei vari market a cui partecipo, per essere aggiornati e sapere tutte le date dovreste seguirmi sulla mia pagina Facebook. Oppure online su Dawanda e su Depop.

qualcosa da dichiarare?
Un gigatentesco grazie a voi di PopCorn per la possibilità che mi avete dato, per raccontarmi attraverso domande stimolanti e piene di spunti.

 

 Info: Nami

ES’TI: maglieria Made in Italy

di Samantha Lamonaca

Torniamo negli anni ’50, immaginate un’azienda di famiglia che lavora sodo e crede nei sogni. Immaginate i figli di quella famiglia, cresciuti e formati in un ambiente che è sempre andato al passo con i tempi e con le tradizioni. Così prende vita ES’TI, un brand di maglieria nato nel 2015, creato dalla più giovane generazione di designer che, oggi, riesce a mescolare bene ciò che è contemporaneo con ciò che è stato il nostro passato.
Caratteristiche? Qualità e innovazione. Le materie prime provengono dalle più importanti fabbriche italiane, mentre la produzione e lo styling sono gestiti da laboratori creativi esterni. Il risultato è un prodotto innovativo, elegante e sofisticato. Mai banale. Vi facciamo curiosare nella prossima collezione invernale; dove il cammello, il crema, il verde e un tocco di nero, esaltano abiti impalpabili e assolutamente cool.

Info: ES’TI

ROUJE, il nuovo brand di Jeanne Damas

di Samantha Lamonaca

Se in Inghilterra c’è Alexa Chung, in Francia c’è Jeanne Damas: chic senza sforzi, almeno apparentemente; bella e con il broncio sexy, forse un po’ studiato; ma con uno stile semplice e femminile che la rende unica. Il segreto? Nei dettagli: un bel rossetto, scarpe magnifiche e niente reggiseno. Va beh, non è un caso che stilisti come Roger Vivier l’hanno voluta come volto ufficiale. Oggi, oltre a seguire le sue passioni (fotografia, teatro) e a convivere con l’etichetta da it-girl, Jeanne presenta un brand tutto suo: ROUJE, creato a sua immagine e somiglianza, che riflette una raffinata sobrietà. Nasce così una linea di abiti; t-shirt; giacche in suede; minigonne in jeans; scamiciati e bluse in seta; pensate per sentirsi belle, pratiche e allo stesso tempo affascinanti, con uno stile spontaneo e slegato dalle logiche fashioniste. Prezzi abbordabili, a noi piacciono! Che ne dite?

Info: Rouje

I nuovi talenti della design week… #fuorisalone parte 2

di Samantha Lamonaca 

E anche questo Fuorisalone2016 è andato. La Design Week milanese è meravigliosa, personalmente sono innamorata di questa settimana in cui la città si presenta pronta, piena di stimoli e nuove idee. Milano si ritrova a lanciare sfide, senza neanche accorgersene; poi concorsi; eventi; serate all’aperto; sogni; speranze e per una volta all’anno, ma per davvero, una manifestazione è fatta dalla città per la città, aprendosi a tutti: addetti ai lavori; curiosi e famiglie. Come ci si può lamentare? Trovatemi un solo difetto. Sì, lo so che il caos non piace a nessuno ma basta sapersi organizzare, non seguire la massa, farsi guidare dalla curiosità per riscoprire una città che è sempre lì, a nostra disposizione. Ma cosa ci portiamo a casa da questi sette giorni intensi? Innanzitutto nuovi nomi:

  • Lo studio PIUARCH che ha messo in scena l’orto cinetico, ovvero un’installazione realizzata grazie all’estro dell’artista venezuelano Carlos Cruz-Diez. Essenze botaniche e giochi cromatici, rendono suggestivo un cortile sui tetti, in via Palermo, nel cuore pulsante di Brera. Studio creativo da tenere a mente.
  • L’atelier WAXMAX uno spazio intimo, aperto due giorni a settimana tutto l’anno, gestito da Elena Vida, architetto milanese di origini armene, ideatrice del progetto e responsabile dell’immagine e della comunicazione, e Andrea Folgosa, stilista catalana che vive a Milano. Qui trovate l’essenza dell’Africa nei suoi tessuti più belli e colorati, reinterpretati per dare vita a collezioni contemporanee di abiti puliti e grafici in contrapposizione con le fantasie proposte. E poi, cuscini, ombrelli, borse, porta iPad, tovaglie. Ecco un nuovo indirizzo per lo shopping!
  • La FONDAZIONE PORTALUPPI al numero 65 di Corso Magenta, dove è stato possibile visitare l’appartamento di Piero Portaluppi, architetto milanese da cui prendere ispirazione, per poi immergersi nel gioiello della zona: la Vigna di Leonardo, aperta al pubblico tutto l’anno ma con un ingresso a pagamento. Se non avete fatto in tempo durante il Fuorisalone, ne vale sicuramente la pena. Da non perdere in una domenica di primavera.
  • La bellezza di PALAZZO LITTA e la mostra Belgian Matters, dove tredici designer sono stati chiamati per realizzare prototipi e prodotti fuori dagli schemi. Ci hanno ispirato, quindi ci sono riusciti!
  • Le CASALINGHE DI TOKYO collettivo guidato da Alice Schillaci, classe 1988, che per lavoro fa la fotografa di moda. Nel suo progetto l’unico scopo è trovare la bellezza negli oggetti di uso quotidiano. Quest’anno per la design week ha presentato Trame Italiane nell’eclettico spazio di Wait and See, un’edizione limitata di venti piccole tovagliette americane interamente ricamate a mano, raffiguranti le illustrazioni di Arianna Vairo liberamente ispirate alle favole di Italo Calvino.
  • PALOROSA  brand appena nato, dall’idea della designer Cecilia Pirani, che promuovere la manodopera e l’artigianalità, creando un progetto nuovo legato al Guatemala e all’America Latina con una borsa tipicamente usata dalle donne locali e ripensata per un uso contemporaneo: una tote bag da passeggio ma anche accessorio per la casa. Bellissima.
  • Le lampade di NOBEL TRUONG designer con sede a Los Angeles con cui abbiamo fatto quattro chiacchiere e abbiamo capito che la sua ispirazione è una fusione contemporanea dell’architettura Bauhaus e lo spirito Memphis. L’importante è che il risultato risponda a requisiti come leggerezza, trasparenza, bellezza del design e totale razionalità.

Il Fuorisalone è un ‘occasione rara per incontrare designer e parlarci, capire come hanno dato vita ai loro progetti, come hanno sconfitto le loro paure, per poi spiare nuove idee, buttare gli occhi nei cortili delle case milanesi, sempre chiuse e blindate, ma accoglienti e aperte per l’occasione; è l’opportunità di passeggiare con gli occhi all’insù e portarsi a casa nuovi contatti da condividere con cui far nascere nuove storie. Arrivederci Design Week, anche quest’anno ci hai regalato tanto!

Che faccia hanno i designer? #fuorisalone parte 1

di Samantha Lamonaca

Noi, sì!!! Ed è per questo che siamo andati a conoscerli all’esibizione LADIES&GENTLEMAN curata da PS e Secondome, in collaborazione con il distretto 5VIE, dove una storica casa milanese, un po’ decadente ma totalmente affascinante, è stata riaperta per far spazio a nomi nuovi, giovani ed emergenti. Ogni stanza accoglie un designer o un artigiano. Il minimo comun denominatore è il passato che si allinea perfettamente con il presente, inteso come punto di partenza per il futuro. La casa è allestita con le creazioni eclettiche del duo francese Hervet Manufacturier che presentano collezioni di mobili, skate, yo-yo il cui stile fa pensare all’hip hop old school e il presente più moderno. Stupendo il videogioco in ebano con dettagli futuristici. Siamo stati colpiti dalla creatività e dall’energia della collaborazione tra i bravissimi e già noti Servomuto e .TO.DO che ripropongono sedie, panchine e lampade coloratissime in stile esotico ed elegante. Bravi! Interessanti anche i lavori di BottegaNove, neonata azienda di mosaici in ceramica con cui Christian Pegoraro e Cristina Celestino creano lavorazioni artistiche delicate. Belle, che ne vuoi subito una, le tele acriliche di Tommaso Fantoni, che trasporta architetture tridimensionali in tele bidimensionali. Affascinante come le ragazze di Studiopepe raccontano il blu e tutti i suoi significati, racchiudendoli in una collezione di oggetti. Studio Henzel traduce in tappeto la pittura con collaborazioni internazionali con artisti come Richard Prince e Leo Gabin. Imponenti i tavoli in marmo nero e grigio realizzati da Frédéric Louis Fourrichon con l’aiuto di Speranza Fratelli. Non siamo esperti di design, ma questi oggetti; colori; mobili e accostamenti; ci hanno emozionato. E non fa proprio questo il design, quando incontra l’arte e la passione? Emoziona.

Ladies&Gentleman – via Cesare Correnti, 14 Milano (fino al 17 aprile 2016)

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Bellagio, sul Lago di Como

di Samantha Lamonaca 

ph. Alessandro Nicosia

Bellagio è un piccolo comune della provincia di Como, è famoso per la sua pittoresca posizione proprio sulla ramificazione del Lago con le Alpi ben visibili a nord. Dista poco più di un’oretta da Milano ed è una destinazione molto romantica se desiderate concedervi una fuga e staccare la spina dalla città. Abbiamo soggiornato al Borgo le Terrazze, un resort che gode di una vista mozzafiato, camere stupende e personale con cortesia d’altri tempi; unica pecca, se proprio la vogliamo trovare, la colazione: ha un costo extra un po’ elevato, questo ci ha spinti a farla direttamente in paese, al bar Sanremo, proprio in riva al Lago. Dopo caffè e cappuccino è il momento giusto per esplorare scalinate e vicoli che caratterizzano questa località, che si presenta bella, perché rimasta semplice e intatta. Verso ora di pranzo il lungolago si popola e i bar anche, i negozietti aspettano i turisti ed è questo il momento per godersi la Torre delle Arti, qui ogni settimana mostre ed esibizioni, spesso ad ingresso gratuito. “I cent’anni di storia della Vela Lariana” ci ha accolti in un percorso espositivo composto da fotografie antiche, manifesti vintage e modellini di barche a vela; se non volete perdervi i prossimi eventi vi consigliamo di consultare qui e non ve ne sfuggirà una. Se invece siete più avventurieri potete scegliere se saltare sul primo traghetto e immergervi in un tour naturale oppure fare lunghe e tranquille passeggiate nei Giardini di Villa Melzi o, ma solo per professionisti, salire fino al santuario della Madonna del Ghisallo (raggiungibile anche in macchina o moto) all’interno troverete veri cimeli storici del ciclismo. Per cena vi consigliamo il ristorante Bilacus, scegliete un tavolo sotto il pergolato di gelsomini, l’atmosfera è bellissima. Non spaventatevi quando aprirete la carta dei vini, andate direttamente alle ultime pagine in modo da scegliere la bottiglia più adatta a voi e al vostro portafogli. In cucina la tradizione italiana con piatti semplici e gustosi. Non ci resta che fare cin cin!

Info: Bellagio

Borgo le Terrazze (se volete soggiornare qui, abbiamo per voi una piccola sorpresa: mandate una mail a info@borgoleterrazze.com chiedete della Suite 33 e comunicate il vostro codice sconto “FIDELITY CODE REP16“! Vi verrà applicato un saldo sulla camera. ATTENZIONE: il codice è valido una sola volta).

 

Cinque domande a Clorophilla, l’artista che tutti dovreste conoscere

di Samantha Lamonaca

Nell’era dell’internet, dove nascono talenti virtuali e persone digitali,  l’arte crea un incontro inatteso di forme e spazi e colori che prima si ignoravano (cit.). Ludovica Basso aka Clorophilla, arriva dalle ricerche sul World Wilde Web. Le abbiamo fatto poche domande, veloci e confusionarie, per conoscere più da vicino chi prende passione e colore e le butta senza pensarci troppo in progetti che poi diventano indiscutibilmente affascinanti.

da dove arriva il nome Clorophilla?
Clorophilla è un nome che è stato concepito anni fa per caso con degli amici, inizialmente era Sibilla, poi si è naturalmente trasformato in Clorophilla, suonava bene e ho deciso di farlo mio, anche per la passione che ho per il mondo delle piante e tutto quello che gli è connesso.

 

l’ispirazione?
Per me è essenziale viaggiare, vivendo in un piccolissimo paesino per la maggior parte dell’attenzione scatta in me l’esigenza naturale di ampliare le mie prospettive, abbandonare stereotipi, conoscere altre culture, vedere nuovi orizzonti, assaporare nuovi sapori e respirare aria nuova, per tornare ogni volta ricca di ispirazioni, stoffe e monili. Leggere libri, saggi, sfogliare vecchi manuali è senz’altro d’aiuto quando non mi posso spostare. Per il resto mi nutro quotidianamente di immagini su internet che sono la mia linfa vitale.

 

i tuoi pezzi d’arte dove si possono acquistare?
Si possono acquistare nel mio shop on line depop/clorophilla, grazie al quale alle volte capita che mi spediscano vestiti ed altri pezzi da personalizzare su commissione. Poi trovate una buona selezione nel mio B&B in Liguria e durante l’inverno, quando possibile, partecipo anche a mercatini nel nord Italia, capita spesso che torni a casa piena di bigliettini da visita di altri creativi o di persone conosciute lì, mi piace molto perché ho un riscontro diretto su cosa piace oppure no, su cosa posso migliorare, inoltre ho la possibilità di scambiare due parole con persone che fanno una vita simile alla mia.

 

gli oggetti in vendita nel tuo B&B sono tutti opera tua?
Sì, sono oggetti che creo personalmente, spesso sono anche complementi d’arredo, che si possono acquistare solo dopo aver pernottato nella Stanza Azzurra. Questo mi dà lo stimolo a tirare fuori sempre qualcosa di nuovo, mi piace molto la filosofia del non attaccarsi troppo alle cose materiali, così per me è fonte di rinnovamento e gli ospiti possono trovare un’ambiente in continuo cambiamento!

 

dove ti piacerebbe esporre e vendere?
Sogno di trovare un posto più grande, dove trasformare ed ampliare con la collaborazione di altre menti, la mia idea di Stanza Azzurra ed associarla a cibo, arte, orto e ospitalità. Oppure mi accontenterei di aver un chiringuito, negozietto su una spiaggia in un posto caldo e viaggiare il resto dell’anno.

 

 

Un pomeriggio nell’atelier elbano di Michele Chiocciolini

di Samantha Lamonaca

Ph Alessandro Nicosia

…e se vi capita un pomeriggio di pioggia, voi, che fate?

La mia idea è quella di perdersi tra i vicoli e i negozietti del paese che ci ha adottati per la vacanza, assorbire il profumo delle nuvole che sbatte su quello del mare, ascoltare il rumore delle infradito bagnate di chi cerca un riparo, farsi abbracciare dal vento che dà tregua a giorni assolati e afosi e poi prendersi il lusso del tempo. Chiedere permesso nelle storie degli altri, nelle loro fantasie, nei loro pensieri. Questo è capitato nell’atelier elbano di Michele Chiocciolini. Siamo a Marciana Marina, fulcro indiscusso del nostro animo gipsy. Nell’unica piazza, quella della Chiesa, c’è una vetrina che non passa di certo inosservata, due porte in vetro si aprono sulla Casa del Pescatore e sull’animo di un giovane designer con la matita sempre in tasca, ben felice di raccontarci come è arrivato fin qui. L’avventura prende piega anni prima, sui libri di scuola, disegnini e scarabocchi che la Divina Commedia diventa un scrapbook, poi una laurea in architettura, tanti pomeriggi passati tra stoffe e bottoni nell’attività della nonna, sarta. Un percorso riassunto in poche parole significative ma che nasconde anni di domande, prove e ricerca. Fino ad uno piccolo spazio personale, in via del Fico a Firenze, e poi un salto qui, all’Elba nel posto più bello del mondo (eh scusate, ve l’ho detto prima che è il fulcro…ndr). Michele passa l’estate a curare ogni dettaglio del suo atelier, sfida cominciata nel 2014 in un momento non certo facile, che ha portato con sé una ventata di novità e modernità. Va ad aggiungersi alla lista di tutti quei negozietti, ormai storici, che fanno di questo posto un posto speciale (per citarne alcuni Nena&Tomy, Viola Vintage, El Cayuco, Aré Aré, Cagliostro Casa). Eclettico quanto basta, surrealista ma con i piedi per terra, ci racconta di come un disegno può diventare protagonista in una collezione di moda e come una grafica rimane una grafica se non è quello a cui vuole arrivare. In vendita cianfrusaglie, gioielli anni ’50, collane afro, carta da lettere anni ’60, bicchieri vintage, shopper in plastica colorata, una collezione di abiti, camicie e gonne estive a portafoglio dal mood fresco e divertente e poi loro, le giacche da uomo più belle che io abbia mai visto, rifinite in ogni minimo dettaglio, studiate e valorizzate al massimo con stoffe etniche ma modestamente eleganti. Siete all’interno di una vera e propria fucina di idee che si elevano ad atelier creativo, studiato e vissuto con un occhio aperto sul mondo e l’altro strizzato ai sogni. Oggi, Michele, è al lavoro sulla sua linea di borse, inaugurata per la prima volta nel settembre 2015 durante la fashion week milanese. Non ci resta che aspettare e guardare quale sarà la prossima idea che toccheremo con mano, pronta a conquistare i più attenti e anche no. Bravo Michele!

Info: <a href="http://www tamiflu dosage for adults.michelechiocciolini.it” target=”_blank”>Michele Chiocciolini

Angelia Ami e il suo debutto in passerella

di Samantha Lamonaca

Per la sezione #webelieveinnewtalents voglio parlarvi di lei: Angelia Corno, classe 1993, giovanissima ma con le idee molto chiare. Mi presentano la sua linea, e digito online la sua storia. Quel che mi colpisce è come questa ragazza ha creduto nel suo sogno. E chi crede nei sogni, si sa, prima o poi li realizza. Appena uscita dal famoso Istituto Marangoni di Milano, dove frequenta il corso di Fashion Design, non aspetta che il destino bussi alla sua porta, anzi, si rimbocca le maniche e si dà da fare. Per finanziare le sue idee, lancia una campagna di raccolta fondi sul portale di crowdfunding Kickstarter, ottenendo in un solo mese oltre 1.500 visualizzazioni e raccogliendo ben 17500 euro, ben più del suo obiettivo prefissato che era di 15500 euro. Così il sogno diventa realtà, il progetto si concretizza nel marchio Angelia Ami e venerdì scorso ha debuttato in passerella, durante la tanto attesa settimana della moda milanese. Linee essenziali e minimal che nascondono al loro interno un significato profondo, l’ispirazione arriva dai viaggi alla scoperta del mondo e i colori dai ricordi della stilista. Uno dei capi della collezione, un cappotto in tartan realizzato in lana di origine Masai nelle tonalità del blu, riporta al suo interno, dipinti a mano nella fodera in seta gialla, i nomi di coloro che hanno creduto nella stilista, ognuno dei 130 “amici” ha avuto il suo gradito, inaspettato e sicuramente originale “Grazie“. Angelia Ami è un nuovo talento da tenere a mente, capace di mixare culture vicine e lontane con la bellezza della moda.

Info: Angelia Ami

Una pelle tutta nuova con i prodotti Skin Inc

di Samantha Lamonaca

Quante volte avete desiderato la vostra pozione di bellezza personalizzata? Quante volte vi siete imbattute in una crema sbagliata o troppo costosa, che poi non si è rivelata all’altezza della vostra pelle? Se fate parte di questa categoria di donne non disperate, perché nel cuore di Brera, a Milano, ha da poco aperto il concept store di Skin Inc, brand Made in Japan fondato nel 2007 da Sabrina Tan, che fa della cosmesi su misura il proprio punto di forza. Grazie ad un check sulla pelle (lo Skin Identy check) con una specialista a vostra disposizione, individuerete l’identità e tutte le esigenze specifiche di cui la vostra pelle ha bisogno. In seguito sarà possibile creare la miscela perfetta, per dare vita al siero pensato ad hoc per voi: il My Daily Dose, un mix composto da tre delle nove formule proposte, più adatto alle proprie esigenze personali. In unico gesto avrete una pelle più luminosa e dinamica. Gli ingredienti attivi incapsulati nei microgranuli, restano incontaminati fino alla stesura sulla pelle, va applicato per due volte al giorno, mattina e sera e bastano solo 3/4 gocce di prodotto. Si asciuga all’istante, è privo di parabeni e di profumo e può agire come anti-age, illuminante, idratante, lenitivo. A fare da cornice a questa beauty experience, un vero e proprio “bar”, fatto di ampolle e flaconi che ricordano l’arcobaleno, dove ordinare “cocktail” di antiossidanti, farsi coccolare, pulire e trattare il viso.

Info: Skin Inc