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Atmosphere Future’s Dresses: la moda “atermica” sfila a Bologna

Forse non tutti sanno che Bologna, oltre il buon cibo e gli universitari fuori sede in via Zamboni, ospita anche il triennio in Fashion Design dell'Accademia di Belle Arti.

di Cecilia Esposito 

ph. Maxime De Fou

Ebbene, proprio la scorsa settimana, gli studenti del corso hanno presentato al pubblico le loro creazioni. Atmosphere Future’s Dresses è il nome della sfilata che ha messo in vetrina le opere sartoriali degli studenti bolognesi, coordinata dalla professoressa Rossella Piergallini in occasione della Fiera Creamoda. Un nome non casuale, ma ben studiato: l’evento, infatti, voleva sensibilizzare il pubblico sullo sfruttamento energetico della luce  – 2015 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite International Year of Light and Light based on Technologies –, promuovendo i molteplici e svariati utilizzi che ne facciamo durante le nostre giornate. Quale occasione migliore, quindi, di una sfilata che unisce arte e moda per lanciare un appello d’interesse collettivo? Ecco, allora, la suggestiva Aula Magna dell’Accademia di Bologna aprire le sue porte per ospitare l’evento. Ironizzando sulla popolare espressione “non ci sono più le mezze stagioni”, gli studenti del corso hanno realizzato un’unica collezione di trenta pezzi senza limiti climatici: capi impermeabili accompagnano minidress realizzati con teli da bagno, ombrelli luminosi e abiti che ricordano qualche galassia lontana si alternano a capi succinti e maxidress che sembrano usciti da un’opera teatrale. Il mood della collezione attinge a ogni stile: dalla giacca cerata sporty al completo total black da urban ninja, da abiti minimal dal taglio 60s o 90s a capi dai toni pop o, all’estremo opposto, dalle atmosfere dark. Il tutto realizzato con materiali innovativi e originali come led, pvc, trasparenze, perfino pellicola fotograficache hanno arricchito la collezione di effetti suggestivi, enfatizzando la tematica della sfilata. Calate le tenebre, sotto gli occhi degli spettatori, ecco allora sfilare surreali luci a led, capi metallizzati che scintillano nel buio e lampadine piccole come lucciole.

Tra una gonna ampia e un top laminato, la sfilata è stata anche un modo originale e interessante per ricordare, sdrammatizzando, il sempre attuale problema del cambiamento climatico e dello sfruttamento energetico. Perché se è vero che non ci sono più le stagioni di una volta e che dobbiamo affrontare sbalzi meteorologici sempre più evidente, beh, tanto vale vestirci bene!

Cecilia Esposito View more

Quella antipatica vestita di nero.

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